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Un’idea Folle Come Regalo Per I Propri 30 Anni: L’IronMan 70.3 In Nuova Zelanda

Un’idea folle come regalo per i propri 30 anni: l’IronMan 70.3 in Nuova Zelanda

Eccola su @CyclingNotes la bella storia che aspettavo di pubblicare. Finalmente un articolo scritto da un caro amico lettore. Una super avventura sportiva da raccontare, quella del romagnolo, con “Passaporto Mondo”, Nicholas Montemaggi. Nick è per me come un fratello minore, ma anche un esempio da seguire. Questo è il motivo per cui mi sono voluto immortalare di fianco a lui pedalando e allenandoci duro durante un recente pomeriggio di fine estate sulle salite dei colli cesenati. In vista delle sue prossime sfide gli ho voluto dare qualche consiglio tecnico-ciclistico, una delle tre discipline di questo sport endurance, il Triathlon,  che lo sta così appassionando. Abbiamo voluto mostrare i muscoli assieme, anche se so bene che dovranno essere i suoi il prossimo autunno a pompare forza durante l’impresa che lo attende. Good luck mate! You’re doing well!!:-)

Un’idea folle come regalo per i propri 30 anni: l’IronMan 70.3 in Nuova Zelanda 

di Nicholas Montemaggi 

“In tutti noi, penso, c’è una vocina che ogni tanto ci dice di fare qualche cosa di folle, pazzo, unico nella vita. Ed ecco che si crea una lunga, o anche corta, lista dei desideri, se così possiamo chiamarla, di cose che si vorrebbero fare o vedere almeno una volta nella vita. Ci sono momenti in cui nella lista buttiamo dentro tante cose perché vorremmo scappare o fuggire dalla solita routine quotidiana o dai problemi. Come tutti, anche io ho i miei momenti sì ed i miei momenti no, e la mia lista personale si va via via arricchendo sempre di più, ma tante cose vengono anche spuntate. In cima a questa lista ce n’è una che mai pensavo potevo riuscire a fare o almeno provare a farla: partecipare ad un IronMan una delle gare più toste a livello fisico, che combina tre discipline (nuoto, bici e corsa) in una, o meglio, quattro discipline, perché come dice il mio allenatore anche la fase delle transizioni è una quarta disciplina, ma di questo vi parlerò un’altra volta.

Sono sempre stato una persona che prima di fare o dire qualcosa ragiona, a volte mi bastano anche pochi secondi per fermarmi, ragionare e prendere una decisione ponderata, e anche in questo caso l’ho fatto. Devo essere realista, non sono mai salito su una bici da corsa in tutta la mia vita (se non una volta, ma con dei pedali normali e le scarpe da tennis), con il nuoto non sono un fenomeno, so nuotare, o meglio, stare a galla, forse la corsa è l’unica disciplina nella quale me la cavo, pensavo, avendo da sempre giocato a calcio, ma anche qui ho scoperto che non è proprio così e che c’è tanto lavoro da fare.. tutto questo per dire che prendere e prepararsi per un IronMan in solitaria senza mai aver fatto niente non era forse la cosa migliore da fare. Per questo la mia scelta è stata quella di partire con un “mezzo” IronMan, il 70.3 (e anche qui in tanti so che avrebbero da ridire qualcosa) e di affidarmi ai consigli di persone che già l’hanno affrontato e cercare qualcuno di esperto e preparato che potesse aiutarmi in questo percorso.

Negli ultimi anni il lavoro mi ha portato a viaggiare tanto (per fortuna), ma anche a trascurare molto la mia salute (nel senso che non facevo più nessuna attività fisica), e per questo sono arrivati anche 20Kg, sì avete capito bene 20Kg, in più sul groppone. A fine 2016 mi sono detto basta, non potevo continuare così, il lavoro andava alla grande (ed è tuttora così), ma sentivo il bisogno di muovermi e sfogarmi anche per buttare giù quei kg di troppo, non tanto per un fattore estetico, ma per stare bene a livello di corpo (le gambe e la schiena ne stavano risentendo parecchio) e soprattutto a livello mentale. La cosa più facile da fare è stata quella di buttarsi sulla corsa, in quanto viaggiando tanto, le scarpette da corsa potevo infilarle in qualsiasi valigia o zaino e ovunque si trova un percorso corto o lungo che sia per muoversi un po’. Ho scoperto poi che non avendo mai tempo di vedere per bene un luogo o una città (in quanto sono spesso tra uffici sparsi nel mondo per riunioni o fiere) correndo avevo la possibilità di esplorare in maniera “veloce” una città o un luogo (ricordo ancora con piacere la mia “visita” a Londra di corsa alle 5:30 di mattina).

Dopo tante corse in diverse parti del mondo nei primi mesi del 2017 ho deciso che volevo alzare l’asticella e rendere anche meno “monotono” il tutto e sarà stato anche il fatto di avere il creatore di questo blog come caro amico e mia mamma che è una sfrenata nuotatrice (campionessa italiana master, mica niente!) mi sono detto, perché non provare con il triathlon? E da qui sono arrivate le prime avventure e prove con qualche uscita con amici che già praticano questo sport da anni, e mi ha preso tanto. Il fatto che poi quest’anno io compi 30 anni mi ha fatto decidere di provare a spuntare un elemento dalla mia lista personale e l’IronMan era il primo! Detto, fatto, ho guardato a dicembre dove si sarebbe svolto un 70.3 nel mondo (perché sì, mi piace viaggiare, e tanto!) ho controllato i voli e in men che non si dica ho prenotato un volo per Auckland, Nuova Zelanda e mi sono iscritto all’IronMan 70.3 in Nuova Zelanda! Sono un pazzo direte voi, e qualcuno me lo ha già detto! Ma la sensazione è fantastica e non vedo l’ora di partire!

Era però arrivato anche il momento di darci sotto con gli allenamenti e di cercare l’aiuto e la consulenza di una persona preparata. Dopo alcune chiacchiere con amici e conoscenti che già praticano questo sport ho conosciuto quello che adesso è il mio allenatore che mi seguirà per i prossimi 4 mesi per preparare quest’avventura, una persona davvero esperta e preparata, Francesco Aluigi. Grazie a lui ho cambiato tante cose, allenamenti a parte, ho scoperto che c’è tantissimo da lavorare sulla tecnica della corsa e del nuoto, così come per la bicicletta, e da un mese mi sto allenando intensamente, e i primi risultati iniziano già a vedersi. Lo ammetto, non è facile incastrare impegni lavorativi e soprattutto i viaggi con gli allenamenti, ma se si vuole fare qualcosa non c’è scusa che tenga ed il modo si trova sempre! E anche la tecnologia aiuta tanto, con Francesco ci sentiamo tutti i giorni su WhatsApp e via mail. Certo, viaggio con uno zainetto in più con casco, pedali, scarpe da bici, scarpe da corsa, cuffia, occhialini e boccaglio, ma oggigiorno in qualsiasi parte del mondo si possono trovare le possibilità per praticare almeno una delle attività durante la giornata, c’è da sbattersi un po’, ma fa parte del gioco!

Ho anche provato e visto su me stesso che gli allenamenti e l’organizzazione di tutti gli allenamenti mi aiutano tanto anche sul lavoro, in quanto sono più reattivo e veloce (non che prima non lo fossi, ma lo sport ha aumentato tantissimo le prestazioni anche lavorative). Chiaramente ho un lavoro che mi permette di fare tutto ciò, essendo libero professionista e lavorando nel settore digitale mi bastano un computer ed una connessione internet (anche se non avere un vero e proprio ufficio o scrivania non è sempre così facile o magico come sembra, i tavolini degli aerei e dei treni non sono sempre così comodi, così come i seggiolini nelle sale d’aspetto, ma non si può avere tutto nella vita, e al momento va bene così!).

Ringrazio Andrea che mi ha chiesto di parlare di questa mia avventura qui sul suo blog, se avrà piacere, e soprattutto se voi avrete piacere, posso continuare a tenervi aggiornati sul processo di avvicinamento a questo per me importante evento di vita e sportivo. Scappo in piscina ora in preparazione per questa mia grande avventura il prossimo evento in calendario sarà a Cervia il 24 settembre!”

Mi chiamo Nicholas, mi definisco un “figlio del turismo” (per metà italiano e per metà tedesco, i miei genitori si sono conosciuti durante gli anni d’oro della Riviera Romagnola) e sono cresciuto bilingue. Vivo ad Amsterdam, Paesi Bassi, e quando posso torno sempre in Romagna, ma passo anche tanto tempo nella mia seconda casa, la Baviera, come anche nel resto del Mondo. Mi piace molto viaggiare, non solo per lavoro, ed in ogni viaggio mi piace vivere l’esperienza al massimo cercando sempre di immergermi nella lingua e nella cultura locale del Paese che vivo in quel momento. Adesso anche con le scarpette o il casco addosso!

 

This Post Has 2 Comments
  1. Nickkk non los sapevo che era per i tuoi 30 anni!
    Che sorprese che ci fai. Oltre che stupendo sei anche uno scrittore oramai!
    Ti abbraccio forte per i tuoi 30 anni e oltre

    1. Ly grazie mille 🙂 lo scrittore è Andrea che ringrazio ancora per avermi chiesto questo contributo e lo ha messo giù in maniera fantastica! E’ stata una bellissima esperienza e grazie per gli auguri, l’abbraccio ce lo possiamo dare di persona tra qualche giorno che torno a fare un salto in Romagna!

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